Linguaggio Inclusivo: Parole che Contano
Il linguaggio inclusivo si basa sull’adozione di strategie linguistiche che mirano a rappresentare in modo equo e rispettoso tutte le identità, evitando stereotipi e discriminazioni. Ecco le principali regole e pratiche che emergono dalle linee guida sul tema, come quelle contenute nel documento fornito:
1. Evitare il Maschile Universale
L’italiano utilizza tradizionalmente il maschile con valenza neutra per riferirsi a gruppi misti o a persone di genere sconosciuto. Tuttavia, questa prassi può escludere o rendere invisibili le donne e le persone non binarie. Per superare questa limitazione:
- Usa forme sdoppiate, ad esempio: “cittadine e cittadini” anziché “cittadini”.
- Alterna l’ordine, utilizzando a volte il maschile prima e altre il femminile, per evitare gerarchie implicite.
2. Adottare Strategie di Visibilità e Oscuramento
Due approcci principali possono essere utilizzati:
- Visibilità: evidenziare entrambi i generi. Es.: “Le studentesse e gli studenti”.
- Oscuramento: utilizzare termini neutri o collettivi per evitare riferimenti specifici al genere. Es.: “La cittadinanza” al posto di “i cittadini”.
3. Rispettare l’Identità di Genere
- Rispetta le preferenze linguistiche di ogni persona, incluse le scelte legate a simboli come l’asterisco (*) o lo schwa (ə), laddove applicabile.
- In contesti formali, preferisci soluzioni tradizionali che garantiscano leggibilità e accessibilità, poiché simboli innovativi possono risultare problematici per strumenti assistivi o per chi non ha familiarità con la lingua.
4. Declinazione di Ruoli e Professioni
- Usa il genere grammaticale corrispondente al genere della persona. Es.: “la ministra”, “la sindaca”, “la rettrice”.
- Contrasta la percezione negativa di alcuni femminili professionali che possono apparire meno prestigiosi rispetto ai maschili corrispondenti. Promuovi l’uso di termini corretti e rispettosi.
5. Evitare Stereotipi Linguistici
- Non utilizzare termini che possano implicare gerarchie di genere, come “uomo” per indicare l’umanità intera.
- Adotta un lessico neutrale per descrivere professioni o ruoli, evitando di associare il genere a specifiche attività (es.: “cura domestica” per le donne e “leadership” per gli uomini).
6. Evitare Forme Ambigue o Troppo Complesse
- In testi brevi come moduli o titoli, lo sdoppiamento può essere sostituito da forme concise, come l’uso della barra (es.: “colleghi/e”).
- In testi più lunghi, preferisci espressioni fluide e leggibili, evitando di appesantire il discorso.
7. Uso di Immagini e Contenuti Visivi
Il linguaggio inclusivo si estende anche ai contenuti visivi:
- Rappresenta equamente uomini, donne e persone non binarie nei contesti lavorativi, domestici e sociali.
- Evita stereotipi visivi, come l’associazione di donne esclusivamente a ruoli di cura o di uomini a ruoli di potere.
8. Accessibilità e Inclusività
- Scrivi frasi brevi e semplici per migliorare la leggibilità.
- Evita l’uso eccessivo di tecnicismi, sigle e abbreviazioni.
- Garantisci che il linguaggio scelto sia comprensibile per tutte le persone, incluse quelle con disabilità o con competenze linguistiche limitate.
9. Formule di Saluto e Apertura
- Personalizza le formule di saluto in base al genere della persona destinataria.
- In contesti collettivi, usa formule come “gentili tutte e tutti” o “gentili persone”.
10. Valorizzazione della Pluralità Linguistica
- Promuovi l’uso di termini che includano la diversità culturale, etnica e sociale.
- Sii consapevole che la lingua evolve e deve adattarsi per rappresentare realtà nuove e diverse.
Conclusione
Il linguaggio inclusivo non è solo una questione grammaticale, ma anche culturale e sociale. Esso riflette l’impegno per una comunicazione equa e rispettosa, contribuendo alla costruzione di una società più inclusiva e pluralistica.
Vedi anche
Obiettivo 5: Raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze
