work life balance

In Italia, ci siamo abituati ad usare i termini Work-Life Balance, Conciliazione o Bilanciamento vita-lavoro, Equilibrio tempi di vita privata e di lavoro, come sinonimi per indicare la perenne ricerca di tutte le persone di una risposta alle domande oppositive di tempo che provengono dai diversi ambiti della nostra vita.

È un concetto molto ampio e sistemico, che si è sviluppato su molti fronti diversi, e i cui fattori più significativi nel determinare il risultato sono stati il genere e la tecnologia.

La conciliazione vita-lavoro è, infatti, un concetto che si è affermato un paio di decenni fa per le donne, per trovare una composizione possibile tra il lavoro professionale e il lavoro di cura; solo in tempi più recenti si è esteso anche agli uomini.

Ma è lo sviluppo della tecnologia che ha creato strumenti di conciliazione dei tempi prima impensabili. In primis, il lavoro agile o smart working.

Noi che continuiamo ad accompagnare le politiche pubbliche e le strategie aziendali su questo tema, non possiamo fare a meno di approfondire i cambiamenti ma anche di chiederci se non sia arrivato il momento di innovare questi concetti, nella forma e nella sostanza.

Infatti, la porosità dei tempi di lavoro e di vita è una realtà. Molto temuta dalle persone nel periodo di avvio massivo del lavoro da remoto, oggi appare come una normalità irrinunciabile. Non ci sono compartimenti nettamente separati, come un tempo, tra lavoro e vita, soprattutto se si svolge un lavoro anche da casa propria. Il lavoro ibrido ci permette di alternare vita e lavoro. A volte alcune persone nelle aziende mi chiedono “ma come si faceva prima dello smart working?”.

Al tempo stesso, è vero che sono molto diffuse pratiche che alimentano lo stress e non contribuiscono certo al benessere digitale, ma è anche vero che proprio la tecnologia così come le crea altrettanto ci consentirebbe di evitarle. Quindi sarebbe utile che i manager si interessassero di più di questi aspetti legati al rapporto fatica-benessere delle loro risorse anziché abbandonarsi ad atteggiamenti quasi reazionari sul tema. Come se, fuori dalle costrizioni pandemiche vissute negli ultimi anni, rientrasse nei ranghi l’innovazione vissuta solo come un male necessario.

Chi ha saputo usare il cambio di paradigma che il lavoro agile rappresenta, vive un’evoluzione del lavoro soddisfacente per entrambe le parti, azienda e dipendenti. Chi resiste al cambiamento dovrà avviarsi progressivamente ad una transizione che richiede un percorso, una trasformazione organizzativa e un cambio di mindset complessivo.

Diversi studi apparsi negli ultimi anni ci confermano che:

  • il work life balance è l’aspetto prioritario nella scelta di un’azienda da parte delle persone;
  • si dispiegano grandi benefici nell’utilizzo dello smart working;
  • il lavoro incide sulla felicità della persona.

Questo ci porta a concludere che parlare di work-life balance ha senso oggi più che mai, ma va considerato in modo diverso. Non più per separare vita e lavoro cercando soluzioni ad una contrapposizione, bensì un’integrazione. Una Work-Life Integration, perché nei fatti la persona vive un’esperienza complessiva della propria giornata, prima, durante e dopo il lavoro, e avrebbe diritto a stare bene in tutte le attività che svolge.