
Da quando sono stati annunciati i dati, il 20 marzo scorso, della quarta release del Barometro dell’Osservatorio Benessere Felicità dell’Associazione Ricerca Felicità, i suoi fondatori Sandro Formica, Elisabetta Dallavalle ed Elga Corricelli, non si sono arrestati un momento nell’approfondire i dati rilevati per renderli fruibili e condivisi.
Innanzitutto, una premessa che cosa è l’Osservatorio Benessere e Felicità e su cosa si focalizza:
- è il primo strumento di misurazione della felicità italiano che raccoglie dati da oltre 1000 lavoratori autonomi, dipendenti, imprenditori e manager, colletti bianchi e blu di tutta Italia nelle 4 generazioni al lavoro;
- determina la percezione di felicità e benessere al lavoro e nella vita in generale;
- è basato su contenuti di indagine sviluppati e testati scientificamente da esperti mondiali del settore a partire dagli anni ’80;
- rinforza un orientamento culturale all’interno del movimento Happiness & Wellbeing e Social Sustainability attualmente in atto in Italia.
Dopo oltre 90 anni di ricerca sulla felicità in generale e felicità al lavoro in particolare, è necessario misurare in maniera approfondita e strutturata, attraverso un campione rappresentativo dei lavoratori italiani, il livello di felicità percepita.
- I dati scientifici dimostrano che la felicità:
– è una competenza che ognuno di noi può allenare
– predice ed è quindi un antecedente della performance al lavoro e della produttività in generale;
– è direttamente correlata alla salute e al BenEssere delle persone;
– è inversamente correlata all’assenteismo al lavoro;
– diminuisce il costo della sanità;
– aumenta la creatività, la collaborazione e l’innovazione;
– fa percepire la diversità, le unicità come un bene (valore) (una ricchezza) invece che un ostacolo o una difficoltà sociale;
– aumenta il livello di engagement all’interno delle organizzazioni. - Considera il recupero e la piena affermazione dello spirito dell’art. 1 della Costituzione italiana.
- Si ritiene urgente coniugare ad esso la direttrice del Benessere delle persone e la loro Felicità.
- Senza un impegno consapevole per un Benessere globale capace di unire i popoli e le persone, la deriva del non-benessere e dell’infelicità rischia di generare impatto sociale a spirale negativa.
Detto questo, una delle osservazioni interessanti che oggi proponiamo qui è quella relativa alla tecnologia.
È chiaro che la tecnologia, in tutte le sue forme, è arrivata ad essere protagonista dei processi di produzione e spesso ne influenza il ritmo ma proviamo per un attimo a pensare come agevolare l’adozione e il dialogo
Gli imprenditori (58%) e i Manager (62%) dichiarano che l’azienda stia facendo bene nel promuovere l’uso della tecnologia mentre i collaboratori siano essi white collar (49%) o blue collar (36%) pensano in modo chiaro che si potrebbe fare di più e meglio per alimentare il benessere delle persone nell’adozione di nuove tecnologie
Ne consegue che, se riuscissimo ad avvicinare i due mondi, quello del benessere delle persone e quello della tecnologia e della sua evoluzione in azienda che vengono proposti spesso come distanti o a volte in competizione, sicuramente potremmo alimentare una evoluzione anche del benessere organizzativo.

Le aziende nell’innovare sono una grande palestra di apprendimento e hanno una forte responsabilità nel creare ambienti di sicurezza psicologica e benessere dove le collaboratrici ed i collaboratori possano evolvere esprimendosi al meglio. Se pensiamo ad un processo di benessere evoluto, allora dobbiamo necessariamente creare un ambiente dove le persone possano vivere la tecnologia come una materia in divenire, adatta alle nuove sfide che loro stessi vivono e suggeriscono, anche in tema di benessere e relazione.
Le persone sentono che la tecnologia è aiuto a produrre meglio, potendo stare meglio, da qui l’ingaggio e la co-costruzione, l’evoluzione e la condivisione.
Crediamo che questa nuova via all’ingaggio delle persone potrebbe impattare sul loro benessere al lavoro, favorendo l’allenamento di nuove competenze e avvicinandole alla rapida evoluzione delle proprie professionalità.
Implementare con successo la tecnologia in un’azienda richiede una strategia inclusiva e ben pianificata. Coinvolgere attivamente le lavoratrici e i lavoratori non solo facilita l’adozione degli strumenti tecnologici, ma favorisce anche un ambiente di lavoro più collaborativo e innovativo.
Tutto questo senza prescindere da alcune regole di base quali:
- La Valutazione dei Bisogni dell’azienda e dei singoli
- La Formazione Esperienziale Continua a garanzia dell’aggiornamento e miglioramento continuo
- La Comunicazione Aperta e Trasparente per alimentare fiducia e partecipazione
- Il Coinvolgimento Attivo per rendere la tecnologia inclusiva
- Il Supporto Costante e Accogliente per sostenere la relazione ed il superamento degli ostacoli
- L’ Integrazione Graduale e di Digital Well-being per l’adattamento e il cambio culturale
- Il Feedback e Miglioramento utili ad adattare ri-adattare secondo le esigenze reali
- Il Riconoscimento per incentivare l’innovazione e l’apprendimento
- La Cultura dell’Innovazione utile alla valorizzazione dell’innovatività
- La Sicurezza e Privacy a garanzia e protezione
In sintesi, il poter abbracciare la tecnologia anziché viverla con disagio e paura consente di creare un ambiente sociale aperto ed evoluto dove la sostenibilità del singolo supporta la sostenibilità del gruppo esteso, più propriamente sostiene la sostenibilità sociale oggigiorno, non più procrastinabile.