Fondi CCNL o Mutue quali vantaggi?

Fondi CCNL o Mutue? Lorenzo Volpi ci spiega come nascono e quali vantaggi per imprese e dipendenti

La storia del nostro Paese è strettamente legata agli Enti di Mutuo Soccorso (o Mutue), fin dallo Statuto Albertino, che nel 1848 sancì “il diritto di adunarsi pacificamente e senza armi” consentendo la formazione delle prime società operaie attraverso le quali i lavoratori si organizzavano per tutelarsi economicamente o sotto forma di aiuto “operativo” in caso di gravi evenienze.

Da quel momento in avanti le forme di sussidio socioassistenziale si sono evolute e sono uscite dai confini della “fabbrica” fino ad arrivare a essere inserite come tutela obbligatoria nei vari CCNL dando vita a Fondi, Casse, Mutue che erogano servizi sanitari e, in alcuni casi, assistenziali ai lavoratori delle aziende.

La sanità integrativa per i lavoratori dipendenti ha assunto negli anni un ruolo di sempre crescente rilevanza; oggi che il mondo del lavoro è così diverso anche solo da 10 anni fa, spesso sono le persone che scelgono l’azienda dove lavorare in base a come vengono gestite le questioni inerenti al welfare, e non parliamo più solo di ticket e buoni benzina: smart working, orari flessibili, flexible benefit e piani di sanità integrativa sono tutte manifestazioni concrete del più ampio concetto di conciliazione vita-lavoro.

I piani sanitari integrativi hanno un valore ancora più grande agli occhi dei lavoratori, viste le difficoltà del nostro SSN a fare fronte a tutte le richieste di prestazioni, difficoltà acuite in modo esasperato dalla pandemia di Covid-19: la certezza di avere un rimborso per una prestazione in regime di sanità privata è un plus molto ricercato dai dipendenti.

Inoltre c’è da considerare che i contributi versati dal datore di lavoro a enti o casse aventi fini assistenziali non concorrono a formare il reddito da lavoro dipendente, altro punto da segnare a favore dell’adesione di un’azienda a un piano sanitario.

Ma se esistono già i fondi legati al CCNL perché un’azienda dovrebbe scegliere di aderire a un piano mutualistico erogato da un Ente indipendente?

Intanto bisogna sottolineare che le aziende non sono obbligate ad aderire ai fondi indicati dal proprio CCNL: sono obbligate a dare un piano sanitario ai lavoratori ma, in caso di evidenti migliorie rispetto a quanto proposto dal piano legato al CCNL, sono libere di decidere a quale piano aderire.

I piani sanitari erogati da enti mutualistici “indipendenti” spesso sono più completi e performanti (in generale) e sono sempre estensibili al nucleo familiare; inoltre, laddove il fondo legato al CCNL termina la sua opera con l’estinzione del rapporto di lavoro, il piano mutualistico  permette al lavoratore di accedere a un piano individuale a condizioni vantaggiose e di portarselo avanti indipendentemente dal tipo di lavoro, e anche a un’età raggiunta la quale non si è più soggetti appetibili per l’altro grande player che gioca la sua partita nella sanità integrativa, quello assicurativo.

Quale vantaggio trae il datore di lavoro dall’adesione a un piano slegato dal proprio CCNL?

  • Ottiene il grande risultato di avere dipendenti riconoscenti, felici di lavorare in un’azienda che ha a cuore la loro salute e quella dei loro familiari;  dipendenti il cui balance vita-lavoro tende sempre più a un equilibrio corretto, sostenibile, e la cui espressione è il benessere.
  • Ottiene anche un vantaggio fiscale naturalmente, aspetto non da poco che va considerato e ribadito con forza quando si parla di welfare.
  • Ottiene un grande ritorno di immagine nel legare il proprio nome a un Ente del Terzo Settore che persegue finalità socioassistenziali e benefiche nei confronti delle categorie più fragili.

Alla luce di questi e di altri fattori possiamo quindi considerare oggi le Mutue come un grande alleato per tutte le Imprese del nostro Paese.

Lorenzo Volpi

Promotore Mutualistico Mutua MBA